I mulinelli rotanti da casting

Posted by Emanuele De Biasi Under articoli on venerdì nov 6, 2009

Un ringraziamento particolare alla rivista “Passione Pesca”, che con un suo vecchio speciale sullo spinning mi da molti spunti per continuare a postare! Ma torniamo a noi…

Quando il gioco si fa duro… meglio scegliere attrezzature all’altezza, come un buon “moltiplicatore”.

Il principio di funzionamento di questi mulinelli a bobina rotante si basa su un sistema di recupero che, attraverso una serie di ingranaggi, favorisce la riduzione dello sforzo offrendo anche una maggiore potenza in fase di riavvolgimento.
La forma, che viene associata a un tamburo, prevede un ingombro estremamente contenuto.
Il profilo risulta spesso schiacciato, per favorire un’agevole impugnatura con una sola mano.
Quando ci serve molta più potenza, viene chiamato in causa il casting.
Non a caso, questa attrezzatura viene notoriamente adoperata per fronteggiare specie impegnative, come lucci e black bass, ma offre una certa adattabilità anche per altri pesci.
In particolare, questo tipo di mulinello viene utilizzato anche per pescare in acque ricche di ostacoli e vegetazione, oppure per lanciare e recuperare artificiali molto pesanti e voluminosi che con la semplice attrezzatura da spinning risulterebbero difficili e impegnativi da gestire.
Anche i mulinelli da baitcasting devono essere valutati per le caratteristiche meccaniche e scelti in misura adeguata per abbinarli alla canna, sempre in funzione del genere di spinning a cui intendiamo dedicarci.

Un mulinello da casting: il Daiwa Fuego
Un mulinello da casting: il Daiwa Fuego

Quando ci serve maggiore potenza, per esempio con grosse prede e artificiali pesanti, i mulinelli da casting abbinati alle canne specifiche possono rappresentare la giusta soluzione valutandoli, per grammatura di lancio, in funzione della necessità del momento.
In questo modo possiamo affrontare situazioni diversificate che possono andare dalla pesca del black bass praticata con le esche in gomma alla ricerca dei grossi lucci e siluri utilizzando voluminosi minnow e jerk bait, anche di oltre 100 grammi.

ATTENZIONE ALLA BOBINA!
Sui mulinelli da casting non dobbiamo caricare filo in eccesso, cioè oltre l’anello guidafilo, altrimenti i grovigli sono garantiti.
Sono attrezzi utili ma da usare con cognizione.

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Bilanciare l’attrezzatura, canna + mulinello

Posted by Emanuele De Biasi Under articoli, dati, numeri e tabelle on venerdì set 11, 2009

Lo spinning, spesso e volentieri, porta ad un uso intensivo dell’attrezzatura, che adoperiamo ripetutamente anche in condizioni scomode.

Per non eccedere nello sforzo fisico del braccio che impugna la canna e trovare un discreto equilibrio che ci permetta di pescare senza stancarci troppo, dovremo ottenere un buon compromesso mirando al perfetto bilanciamento tra la canna e il mulinello.

Come tenere la canna per verificarne il bilanciamento
Come tenere la canna per verificarne il bilanciamento

Possiamo facilmente verificare tale requisito, appoggiando la parte più avanzata dell’impugnatura su un perno o, più comodamente, sulla mano mantenuta rigida e di taglio. La bilanciatura ottimale si otterrà con il fusto della canna in perfetto equilibrio, senza che penda eccessivamente da una parte o dall’altra. Ovviamente, a parte trovare il baricentro, la stabilità dipende molto anche dalla lunghezza dell’impugnatura, dal peso complessivo e dalla lunghezza del fusto; tutti questi fattori dovranno essere in armonia con il peso del mulinello, che sarà meglio scegliere facendo attenzione alle dimensioni: non troppo grosso ne minuscolo rispetto alla nostra canna da lancio.

Ecco una tabella di riferimento:

Lunghezza della canna Peso del mulinello
Da 1,50 a 1,80 metri Da 150 a 230 grammi
Da 1,80 a 2,00 metri Da 230 a 275 grammi
Da 2,00 a 2,30 metri Da 275 a 320 grammi
Da 2,30 a 2,60 metri Da 320 a 380 grammi
Da 2,60 a 3,20 metri Da 380 a 490 grammi
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