dic 17
Posted by Emanuele De Biasi Under articoli on giovedì dic 17, 2009
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I passanti scorrifilo sono componenti importanti della canna perché costantemente a contatto con la lenza.
Le loro caratteristiche influenzano l’usura del filo, sottoposto a intensivo sfregamento dai continui lanci e recuperi caratteristici dello spinning.
Anello di una canna da casting
Da questo punto di vista, è necessario agire su due fronti: tutelare l’integrità del nylon attraverso l’adozione di anelli in materiale durissimo e ben levigato, capace di disperdere tempestivamente anche l’accumulo di calore provocato dallo sfregamento; valutare la pietra con coi sono realizzati gli anelli, che dovrà essere perfettamente compatibile anche con i trecciati di consistente durezza e abrasività.
In definitiva, il miglior anello per la pesca a lancio è quello in Sic (carburo di silicio), adeguatamente levigato per formare una superficie perfettamente scorrevole e non intaccabile persino dai trecciati.
nov 16
Posted by Emanuele De Biasi Under articoli on lunedì nov 16, 2009
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Lo spinning a determinate specie impone l’adozione di finali molto robusti, capaci di sopportare le possenti e affilate dentature del luccio, lucioperca e, in alcuni casi, anche siluro.
Con questi pesci, il nylon e gli stessi trecciati perdono la loro efficacia, poichè la potenza del morso e i denti di questi predatori battono nettamente catture più convenzionali come trote, bass, persici e così via.
Acciaio per finali e terminali
Per il finale, ci serve il cavetto in acciaio, lungo almeno 20 centimetri.
Altrettanto validi ma un po’ meno efficaci anche i finali in filo di Kevlar, che possiamo reperire già tagliato allo stesso modo del filamento d’acciaio, o in bobine dalle quali ricavare gli spezzoni.
Il rivestimento superficiale termosaldante di questi prodotti ci permette di formare il finale con girelle e moschettone usando un accendino.
Kevlar per finali e terminali
Di ultima generazione, invece, i finali in fluorcarbon. Il fluorcarbon ha la caratteristica di essere praticamente invisibile in acqua, perchè ha lo stesso indice di rifrazione dell’acqua, ha carichi di rottura piuttosto elevati ed un eccellente resistenza all’abrasione e al taglio.
In molti dicono che i terminali in acciaio verranno presto tutti sostituiti da terminali in fluorcarbon.
L’evoluzione: fluorcarbon per finali e terminali
E già tanti pescatori stanno provando il fluorcarbon direttamente in bobina sui mulinelli, nonostante non sia consigliato a causa della sua assenza di memoria e eccessiva rigidità, che fanno ingarbugliare e parruccare sui mulinelli da casting e addirittura su quelli da spinning, se non si sta particolarmente attenti.
nov 13
Posted by Emanuele De Biasi Under articoli on venerdì nov 13, 2009
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Un buon filo per lo spinning deve rispettare caratteristiche di buona morbidezza e flessibilità, carico di rottura e assenza di “memoria” di forma.
La scelta del diametro è legata al luogo di pesca e alla taglia delle prede, e in seconda battuta al peso dell’esca.
Nylon
Se peschiamo in ambienti pieni di ostacoli, come canneti, ninfee e tronchi, ci servirà un filo ad alto carico di rottura e, di conseguenza, anche di diametro elevato.
Al contrario, la pesca in torrente richiede diametri più sottili, anche per non farci notare dal pesce.
Morando a grossi predatori come lucci e siluri, invece, siamo obbligati a utilizzare fili molto robusti per contrastare la loro energica difesa.
I parametri per valutare il nylon sono due: diametro e carico di rottura.
La qualità del prodotto è evidente se ad un alto carico di rottura corrisponde un basso diametro.
Treccia (o trecciato)
Questo rapporto diventa molto favorevole con i trecciati ma, nonostante il loro elevato carico di rottura e l’ottima resistenza all’abrasione, questi materiali hanno evidenti limitazioni come la totale assenza di elasticità e l’incredibile durezza della superficie, deleteria per gli anelli scorrifilo della canna.