La Tecnica del DROP SHOT

Posted by spinning4ever Under corsi, video on giovedì dic 3, 2009

Altra secondo me grande tecnica su cui sto studiando questo periodo e sempre girovagando tra internet e nei forum della nostra mitica disciplina sportiva mi sono imbattuto i questi altri splendidi video….
Ed ho pensato di postarli anche questi sul nostro blog per dare la possibilità anche ad altri di vedere questi video….

Sono sempre in spagnolo, ma si capiscono abbastanza senza troppa fatica

A voi i video…

Il Piombo

Gli Ami

Le Esche

Canna e Mulinello


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Grazie!

Il Filo

La Montatura

Drop Shot in Azione – Parte 1

Drop Shot in Azione – Parte 2

Drop Shot in Azione – Parte 2B

Drop Shot in Azione – Parte 3

Ciao a tutti alla prossima

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La Tecnica dello SPLIT SHOT

Posted by spinning4ever Under corsi, video on lunedì nov 30, 2009

In questo periodo mi sto documentando su questa (per me, ma penso anche per altri) splendida tecnica e girovagando tra internet e nei forum della nostra mitica disciplina sportiva mi sono imbattuto i questi splendidi video….
Ed ho pensato di postarli anche sul nostro blog per dare la possibilità anche ad altri di vedere questi video….

Non sono in italiano, ma in spagnolo, ma con un po di attenzione si riesce a comprendere il senso della discussione..

La tecnica

Gli Ami


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Il Piombo

Il Filo

Canna e mulinello

La Montatura con Amo Diritto (Off Set)

La Montatura con Amo Curvo (Wide Gap)

L’Azione di Pesca dello Split Shot

Facciamo Pratica – Parte 1

Facciamo Pratica – Parte 1

Sperando di aver fatto cosa gradita… Ciao a tutti e alla prossima

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Le azioni meccaniche delle canne da pesca

Posted by Emanuele De Biasi Under corsi on mercoledì set 23, 2009

Anche nello spinning, così come in ogni altra tecnica di pesca, l’azione della canna è concepita per un utilizzo ben preciso, in base alle condizioni dell’ambiente, al tipo di prede e agli artificiali adoperati.
Le tipologie di azione sono tre… eccole:

Le azioni delle canne da pesca
Le azioni delle canne da pesca

Azione di punta



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E’ la più “tecnica” in assoluto.
Si flette solamente la parte finale del cimino, che può contare sul supporto rigido del fusto per vincere anche le prede più grosse.
Consigliata per pesche che hanno bisogno di bucare della gomma in inneschi antialga nella fase di aggancio e per forzare il pesce fuori dagli ostacoli.

Azione medio-progressiva

E’ il miglior compromesso, in grado di offrire doti tecniche ottimali.
La graduale riserva di potenza rilasciata nell’azione permette al fusto di flettersi in base alla forza con cui la preda si difende durante l’operazione di recupero.
Si adatta quasi a tutti i tipi di pesca.

Azione parabolica

Ha l’angolo di flessione maggiore.
La canna arriva a curvarsi per tutta la sua lunghezza anche sotto il minimo sforzo.
Questo tipo di azione è adatto a lancio in torrente e in lago, sfruttando le zone aperte con i classici artificiali metallici, con piccoli minnow o crank e con le esche rigide di superficie.
In un recupero forzato o costante dell’artificiale, spessissimo la preda si allama da sola se la lenza è abbastanza in tiro e l’aggancio con una canna ad azione di punta può rivelarsi troppo “reattivo”, sbagliando il pesce.

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I Jigs (parte 3) – Utilizzo e considerazioni

Posted by Emanuele De Biasi Under corsi, esche artificiali on mercoledì lug 29, 2009

L’ATTREZZATURA, IL RECUPERO E L’UTILIZZO
Si utilizza in genere la tecnica di pesca a FLIPPING, PITCHING e più raramente a SKIPPING.
Per l’utilizzo di quest’esca si utilizza una canna da casting possibilmente rigida ad azione fast.
L’esca viene appoggiata in prossimità di un erbaio, canneto, un insieme intricato di rami (comunque in presenza di ostacoli cosiddetti cover che coprono un’area d’acqua) imitando il gambero che dalla superficie cade verso il fondo.
In genere in questa situazione il bass attacca il jig in caduta.
Si utilizza anche appoggiando il jig sulla sponda, trascinandolo poi verso riva imitando realisticamente il gambero che dalla riva va verso l’acqua più profonda.
Questa è una tecnica utilizzata anche a TEXAS RIG o WEIGHTLESS utilizzando proprio un gambero.
Altra tecnica (già sperimentata) è quella di farlo saltellare sul fondo e/o di trascinarlo, in questo caso grazie conformazione del jig e dell’esca questo movimento ricorda al nostro Black Bass un gambero in posizione di difesa con le chele rivolte verso l’alto.

Classica posizione di difesa del gambero
Il gambero in posizione di difesa

Come per tutte le esche, la presentazione dell’esca in acqua dev’essere la più delicata possibile.

CONSIDERAZIONI PERSONALI
Durante battute avare di abboccate, diminuendo peso e dimensioni della nostra esca, è possibile ribaltare a nostro favore la situazione. Sarà logico usare colori naturali in acque chiare, mentre colori con forte contrasto ed eventualmente su modelli muniti di rattle in acque torbide.

E’ bene ricordare che il jig produce la massima resa al momento della presentazione e nella discesa verso il fondo; un avvicinamento incauto al nostro obiettivo, una presentazione maldestra annulleranno, nella quasi totalità dei casi, il potere adescante della nostra esca.

Black catturato a jig
Ed infine, il boccalarga si lascia ingannare…
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I Jigs (parte 2) – Trailer e colori

Posted by Emanuele De Biasi Under corsi, esche artificiali on lunedì lug 27, 2009

IL TRAILER
Il trailer di cotenna o di silicone, ricordando comunque che, se per il colore sarebbe meglio uniformare, per le forme si può dare spazio alla fantasia (tenendo presente ad ogni modo che il trailer, oltre a contribuire ad un maggior volume dell’esca, costituisce un effetto frenante nella discesa del jig verso il fondo, elemento questo molto importante.
In genere come trailer si utilizza un gambero sempre in abbinamento di colore come specificato di seguito oppure una creatura.

Esempi di trailer
Esempi di trailer

Per una corretta azione di pesca è necessario munirsi di una attrezzatura da casting che ci permetterà di dar vita a due tecniche di presentazione tra le più redditizie in assoluto: il flipping e il pitching.

COLORI
I colori classici di base di abbinamento jig/trailer considerati molto attiranti sono:

I più classici colori dei jig
I più classici colori dei jig!

marrone/marrone;
marrone/nero;
nero/nero;
nero/rosso;
nero/blu;
nero/chartreuse;
green/pumpkin;
pumpkin/pumpkin.

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I Jigs (parte 1) – Conformazione e struttura

Posted by Emanuele De Biasi Under corsi, esche artificiali on sabato lug 25, 2009

PREMESSA
Quest’esca è in grado di ottenere l’utilizzo durante tutto l’arco dell’anno, anche se all’inizio se ne indicava l’utilizzo prettamente durante il periodo invernale.

CONFORMAZIONE e STRUTTURA
Il Jig è un’esca particolare, la sua conformazione rappresenta e ricorda il gambero d’acqua dolce, in inglese CRAW.

I jig nei loro dettagli
I jig nei loro dettagli!

E’ formato da un amo piombato, un ciuffo di filo di plastica rigida o silicone che fungono da antialga/antiincaglio e da un gonnellino (detto skirt) ricambiabile.
In genere viene utilizzato di solito nella tecnica di pesca a flipping e picthing innescato con un trailer identificato con gambero o un’esca che lo ricordi (creature), ma può essere utilizzato anche senza trailer.

Se l’amo è robusto con curvatura ampia e la testa (jig head) è a forma sferica o conica è specifico per la tecnica di pesca a flipping in presenza di ostacoli quali: canneto, erbai, rami, manufatti naturali e grovigli in acqua.

Ami jighead o teste piombate
Ami jighead o teste piombate

Se l’amo è robusto con curvatura ampia e la testa (jig head) è a forma di palla da football è specifico per la tecnica di pesca a flipping in presenza di rocce e sassaie, altresì può essere utilizzato sul fondo trascinandolo a strappetti.
Imiterà con movimento il gambero che si difende sul fondo con lo chele alzate (in segno di difesa) dall’attacco del black bass.

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Il Belly Boat (parte 5) – Il guadino

Posted by Emanuele De Biasi Under belly boat, corsi on mercoledì lug 15, 2009

Infine volevo solamente dirvi perchè vi consiglio di portarvi un guadino.

Esempio di guadino
Primo esempio di guadino.

Allora, fate conto di pescare con un crank e di allamare un pesce discreto, niente di speciale. Aggiungeteci magari che siete in gara e che quindi il pesce dovete tenerlo.
Fate fatica a salpare un pesce agitato, con 2 o 3 ancorette volanti, sul belly. A maggior ragione se dovete stare bene attenti a non perdere il pesce, che potrebbe portarvi sul podio.
E inoltre, quant’è il rischio di bucarsi, cercando di tenere fermo il pesce che si dimena e cercando di non forare il belly con le ancorette?
Infine, anche con amo singolo, può succedere che ci si slami il pesce sotto gli occhi perchè magari abbiamo provato a issarlo di forza.

Moltissimi pescatori, anche agonisti, hanno perso pesci importanti per questi motivi.
E qual’è la soluzione? Un piccolo guadino con rete di nylon.

Altro esempio di guadino
Altro esempio di guadino.

Potete legarlo al giubbotto, mettervelo dietro assieme alle plano, tenerlo in una delle tasche o mettere nel portacanne.
Ma soprattutto, il pesce allamato, prima di issarlo, lo fate entrare nel guadino, così evitate di perderlo accidentalmente.
Inoltre il pesce preso a crank, lo prendete col guadino e potete iniziare a slamarlo dentro di esso senza il rischio che scappi in giro, ma soprattutto, senza cercare di prenderlo al volo e trapassarvi con le vostre affilatissime ancorette.

Ennesimo esempio di guadino
Ennesimo esempio di guadino.

Capite, un piccolo accorgimento che spesso viene tralasciato ci può salvare il belly da forature, le mani da buchi indesiderati e la posizione in gara, evitando di perdere pesci.

Conviene, no?

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Il Belly Boat (parte 4) – La nassa

Posted by Emanuele De Biasi Under belly boat, corsi on lunedì lug 13, 2009

Ora guardiamo la nassa porta pesce.

Ci si presentano davanti delle difficoltà, se vogliamo portarci dietro una nassa in belly.
Primo, la nassa troppo lunga impaccia (tanto!) il nuoto e si rischia di agganciarsi al fondale o a qualche alga.
Secondo, la nassa classica, aperta sopra, non va bene, perchè al minimo accenno di nuoto si “sdraia” e i pesci escono.
Terzo, le nasse classiche vanno a fondo e devono essere attaccate sopra il livello dell’acqua.

Nassa per belly
Nassa porta-pesci per belly.

Allora, come ovviamo questi problemi? Il nostro buon caro Moreschi Gian Paolo ci insegna.

Attrezzatevi di una nassa qualunque, magari una 3 o 4 anelli, dipende da quanto lunga è.
Prendetevi ora uno di quei lunghi cilindri in gomma o gommapiuma che si usano in piscina per giocare o per fare aerobica e acquagym.
Prendete il secondo anello (mi raccomando, non il primo) partendo dall’alto, ossia dalla parte aperta, e legateci attorno il cilindro, chiudendolo in fondo e fissandolo alla nassa, legandolo o più semplicemente con delle fascette da elettricista.
Tagliate via il primo anello, in modo da lasciare buona parte della rete a penzoloni dentro il secondo anello.
Infilate nella rete che vi è così avanzata un lungo pezzo di spago, in modo da passarlo per tutta la circonferenza, fino a quando avete i due lembi dello spago che escono insieme dalla stessa parte.
Infine trovate il modo di poter allargare e stringere l’anello di spago che avete creato, con una molletta, o una pallina forata.
Sempre con lo spago e uno o due gancetti fate una sorta di tracolla alla nassa, che collegherete poi al belly.

Avete finito. Tutto chiaro?

E’ molto più difficile scriverlo che farlo, fidatevi!

PS: non ho foto di nasse costruite come questa, ma appena ne ho una ve la posto!!!

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Il Belly Boat (parte 3) – Il portacanne

Posted by Emanuele De Biasi Under belly boat, corsi on sabato lug 11, 2009

Il portacanne, ad esempio, è un accessorio molto comodo, ma finora nessuna casa costruttrice ne ha prodotto uno.
E quindi dove si compra? Ma ovvio… non si compra, ma bisogna costruirselo!

Ci sono svariate guide sul web, che spiegano come costruirsene uno; io mi limiterò a citare solo alcune sue caratteristiche, per lasciare fare alla vostra creatività.

Porta canne autocostruito
Porta-canne autocostruito in azione!

Allora, il portacanne “tipico” deve avere la possibilità di essere agganciato e sganciato agilmente ai lati del belly boat.
Alcuni belly hanno già dei lacci o dei ganci per poterlo collegare, altri no, quindi bisogna adoperarsi per creare dei punti di aggancio in qualche modo. Uno dei modi più pratici e comodi è quello di attaccarci o cucirci una striscia di velcro, oppure dei semplici lacci in cuoio con degli anelli o moschettoni per attaccarci il portacanne.

Dopodichè, il portacanne potrà avere da 2 a 6 sedi per posizionare le vostre canne. Queste sedi, solitamente fatte con tubi o parti di tubi, possono essere verticali o orizzontali. Qui sta a voi decidere; il portacanne verticale è ingombrante in altezza e può essere un limite nel caso doveste passare sotto un albero o in qualche punto basso. Inoltre ha meno stabilità a causa dell’alto baricentro di esso. Il portacanne orizzontale, invece, non presenta questi problemi, andando però ad occuparvi un bel po’ di spazio su un lato del belly e, a volte, può essere d’impiccio facendo alcune manovre. A mio parere, è più comodo il portacanne orizzontale, ma state sempre attenti a dove vanno a finire i cimini delle canne, se non volete trovarvi qualche brutta sopresa.

Esempio di porta canne
Esempio di portacanne.

Ed infine, si può optare per aggiungere una vaschetta porta-oggetti al di sotto delle canne stesse, per aumentare la capacità di carico del vostro natante. Anche questa decisione spetta a voi; alcuni lo trovano comodo e dispetto degli ingombri, altri si accontentano dei vani sul belly e preferiscono avere il portacanne più piccolo e leggero possibile.

Altro esempio di porta canne
Altro esempio di portacanne.

Dimenticavo, le canne appoggiate e basta sono a rischio tuffo. Aggiungiamoci una fascia elastica, o qualcos’altro, vedete voi, che possa essere agganciata e sganciata per fissare le canne alle loro sedi. Dopodichè, il portacanne è praticamente finito.

Porta-canne montato sul belly
Porta-canne montato sul belly.
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Il Belly Boat (parte 2) – Gli accessori

Posted by Emanuele De Biasi Under belly boat, corsi on giovedì lug 9, 2009

Purtroppo una volta che ci si è decisi a comprare il Belly Boat, scelta peraltro non facile per chi pesca da poco tempo, ci si trova di fronte ad una montagna di accessori da valutare e comprare.
Ma cosa serve realmente per pescare con il belly boat?
Facciamo 2 distinzioni:

  1. pescata con belly e attrezzatura ridotta al minimo
  2. pescata con belly full-optional

Nel primo caso, le cose assolutamente necessarie da portarvi via sono:

  1. belly boat;
  2. giubbotto salvagente (questo sempre! Non si sa mai..);
  3. waders, con relativi stivali;
  4. pinne con cinghia;
  5. 1 o 2 canne da pesca (magari 1 spinning e 1 casting da armare come preferite);
  6. un paio di plano superaccessoriate, con ami, piombi, artificiali, pinza, forbici e, perchè no, macchina fotografica :) .

In questo caso, la pescata risulta ridotta quasi al minimo in termini di attrezzatura, ma non per questo deve essere meno agevole.

Si gonfia il belly e si àncora a riva, ci si infila waders e scarponi e con tutta l’attrezzatura a portata di belly ci si infila in acqua.
Il giubbotto salvagente dovrà essere sempre e comunque indossato! Tocchiamoci per scaramanzia, ma non si sa mai!
Le plano si possono infilare o in qualche tasca del belly (se ne è provvisto e se sono abbastanza capienti) o altrimenti dietro di voi, in quella sede che si va a creare tra la schiena e la punta del belly stesso. Tuttalpiù potete attrezzarvi con una di quelle bacinelle in plastica (si, proprio quelle che vostra madre usa per prendere il bucato dalla lavatrice :) ), da mettere dietro di voi con l’attrezzatura dentro.
Pinne ai piedi possiamo tenere una canna in mano e mettere l’altra orizzontalmente davanti a voi, appoggiata tra i due braccioli, oppure infilata con il manico vicino alla vostra gamba con la punta che punta (scusate il gioco di parole) dietro di voi, affianco allo schienale.
Provate e scegliete la posizione che preferite.

Se invece vogliamo farci una bella pescata, in totale comfort e senza farci mancare nulla, allora l’attrezzatura da portarci dietro è un po’ più ingombrante.

Riepiloghiamo il tutto, motivando pezzo per pezzo:

  1. belly boat, se no come ci andate in acqua?
  2. Giubbotto salvagente, perchè si!
  3. Waders e relativi stivali, giusto per evitare di bagnarsi;
  4. pinne con cinghia, da mettere sugli stivali per muoversi in acqua;
  5. canne da pesca, 3 o 4, oppure 9 se girate con 2 portacanne da 4 posti… insomma, vedete voi;
  6. 1 portacanne da agganciare lateralmente al belly, per portarsi agilmente le canne preferite, senza il rischio di farle finire in acqua;
  7. 1000 scatolette/plano, per portarvi tutto quello che vi viene in mente;
  8. nassa porta-pesce, nel caso faceste gare è essenziale.
  9. guadino, magari piccolo, con rete di nylon (evitate come la peste la rete in tessuto), ma di sicuro aiuto nel salpare i pesci e anche a salvare lo stesso belly da accidentali forature.

A queste cose aggiungete una pompa, magari una a doppia mandata (quelle che “soffiano” sia tirando in su che spingendo in giù), che userete per gonfiare il belly ma che poi lascerete in macchina.

Naturalmente la preparazione alla pescata e l’entrata in acqua risultano più laboriose e faticose, ma spesso si viene ripagati anche solo dalla soddisfazione e dal comfort di avere con se tutta l’attrezzatura disponibile.

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Il Belly Boat (parte 1) – secondo Riccardo Bari

Posted by Emanuele De Biasi Under belly boat, corsi on martedì lug 7, 2009

In commercio esistono molte tipologie di belly boat, si va dall’ormai superata round alle nuove ciambelle ad U e a V ed ai kick boat.

Belly boats vari
Esempi di vari belly boats.

Tutte queste si differenziano sostanzialmente per numero di camere d’aria, forma del belly, seduta e materiale con cui sono costruite.

Le round sono delle ciambelle che hanno una sola camera che avvolge, come la ruota avvolge il cerchione, il pescatore e sono particolarmente scomode per l’entrata in acqua e per poterci pescare perché hanno una seduta molto bassa.

Al contrario le nuove ciambelle a U e V sono molto più facili da utilizzare, perché aperte davanti, e molto più utili al pescatore perché nella parte frontale non ti impediscono nel lancio e nell’azione di pesca.

Sostanzialmente le ciambelle ad U sono in teoria più stabili in acqua , ma sono meno filanti, mentre quelle a V sono molto più veloci, ma meno stabili. Questo tuttavia è solo in teoria, perché anche i belly a V oramai hanno raggiunto un’ottima affidabilità e stabilità in acqua.

Un’altra cosa molto importante da tenere a mente quando si compra un belly è il tipo di seduta. Infatti sono da preferire quei belly che hanno la seduta gonfiabile o in foam, perché permettono al pescatore di stare più alti sul pelo dell’acqua e quindi di pescare più agevolmente.

Un’altra cosa fondamentale da tenere conto è la possibilità di trovare ricambi, altrimenti nel caso di un’ipotetica foratura si è costretti a gettare l’intera ciambella. Per esempio l’U-boat della White River è molto economico, ma non ha ricambi, mentre il Fish Cat 4 della Outcast ha tutti i ricambi possibili e immaginabili e se mai dovesse succedere qualcosa, con pochi euro ve la cavate. Per questo noi degli Old Black ci sentiamo di consigliarvi, se siete veramente decisi a prendere un belly, di acquistare direttamente una buona ciambella come può essere il Fish Cat 4.
Io personalmente ho fatto “l’errore” di acquistare dapprima il belly della White River, ma poi, innamorandomi di questa pesca, ho subito cambiato la ciambella con un Fish Cat, dal quale pesco senza limitazioni e in totale sicurezza.

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MINNOW E JERK (parte 4) – ASSETTO DI NUOTO

Posted by Emanuele De Biasi Under corsi, esche artificiali on sabato giu 27, 2009

L’assetto di nuoto dipende dalla presenza e dalla conformazione della paletta.
Se un minnow non ha la paletta si dice che è un “lipless” e, anche se senza paletta, un lipless può dare forti soddisfazioni, nonostante le “credenze popolari”.
Il lipless presenta un nuoto con movimenti ampi e lenti e di conseguenza crea poche vibrazioni in acqua, vibrazioni che ricordiamo vengono create dalla paletta che da un nuoto più frenetico al minnow. Conseguentemente, a meno di una buonissima visibilità dell’acqua e a una buona aggressività dei pesci (caso raro ma possibile), è indicato jerkare l’esca per dargli l’aspetto di un pesciolino morente che cerca di allontanarsi, con scatti più o meno forti e a pause più o meno lunghe.
Può succedere comunque che un recupero molto, ma molto lento e regolare del minnow lipless, con canna bassa e ortogonale alla lenza per sentire le toccate del pesce, sia la scelta migliore. E’ già successo in periodi estivi, in laghi con forte presenza di cavedani, che questa tecnica risultasse la migliore.
I minnow che invece hanno la paletta, hanno un nuoto e un assetto differente in base alla forma e alla lunghezza:

  • Paletta corta: nuoto con vibrazioni brevi e veloci
  • Paletta lunga: nuoto con vibrazioni sempre veloci ma più ampie
  • Paletta inclinata poco (quasi orizzontale): minnow di profondità, meno la paletta è inclinata e più il minnow andrà in profondità in fase di recupero
  • Paletta inclinata molto (quasi verticale): minnow di superficie, più la paletta è verticale più il minnow rimarra in superficie durante il recupero
  • Paletta a “L”: serve a dare all’artificiale un assetto più regolare, senza perdere l’efficacia delle ampie e veloci vibrazioni.
  • Paletta piuttosto piccola e rotondeggiante: classica dei modelli “long-cast” (in inglese “lancio lungo”), serve a far fare meno attrito al minnow in fase di lancio, in modo da raggiungere distanze maggiori. Solitamente la conformazione della paletta long-cast tende a diminuire le vibrazioni di un minnow, ma jerkando leggermente l’artificiale si può facilmente ovviare a tale inconveniente.

Ho fatto una foto ad alcuni dei miei artificiali, per farvi vedere dei minnow e alcune delle differenze tra le palette e le conformazioni.

Alcuni tipi di minnow
Notate le differenze tra i minnow!

Naturalmente un minnow con paletta lunga e poco inclinata sarà un super affondante, mentre un lipless in genere (a meno di qualche autocostruito super pesante :-) ) lavora pochi centimetri sotto la superficie.

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MINNOW E JERK (parte 3) – ASSETTO DI GALLEGGIAMENTO

Posted by Emanuele De Biasi Under corsi, esche artificiali on giovedì giu 25, 2009

Esistono 3 categorie di minnow in base al loro assetto:

  1. floating (galeggianti);
  2. sinking (affondanti);
  3. suspending (“sospesi”).

Come dicevo prima i minnow floating sono anche detti galleggianti perché hanno un peso specifico inferiore a quello dell’acqua. Questo non vuol dire necessariamente che il loro nuoto in fase di recupero sarà in superficie, poiché questa caratteristica dipende dalla conformazione della paletta.

I sinking, anche detti affondanti, hanno un peso specifico maggiore di quello dell’acqua e quindi risultano affondanti quando non vengono recuperati.

I suspending, categoria relativamente giovane rispetto alle altre due, hanno un peso specifico simile a quello dell’acqua, quindi durante le pause nel recupero tendono a “rimanere alla stessa profondità” senza affondare ne venire a galla. Questi tipi di minnow si prestano meglio ad essere jerkati, termine che indica una tecnica di recupero basata su strappi e pause che fa “sbandare” di molto l’artificiale.

Considerazioni e consigli:
questi tipi di minnow hanno tutti pregi e difetti. Iniziamo dai primi.
I floating si lanciano meno lontano rispetto ai sinking a causa del loro peso ma il loro nuoto in genere è più accentuato e ritengo leggermente più catturante dei classici sinking recuperati in maniera regolare. Il floating in determinate situazioni presenta qualche vantaggio: ad esempio se peschiamo in fiume possiamo sfruttare la corrente per raggiungere maggiori distanze o punti che sembrerebbero irrangiungibili lanciando, come sotto un albero che si affaccia in acqua.

Anche il sinking ha alcuni vantaggi a parte la maggiore lanciabilità: ad esempio in alcuni specchi d’acqua, o con determinate condizioni climatiche che fanno stazionare il pesce pigramente sul fondo, potrebbe essere necessario lanciare e aspettare che il minnow raggiunga il fondo prima di iniziare il recupero, che solitamente in questi casi si dovrà eseguire con brevissimi strappetti, jerkando vicino al fondo in modo vivace ma lento per incuriosire i predatori.

I suspending hanno una lanciabilità e un nuoto che sta tra i due tipi precedenti, con il vantaggio che le jerkate, o le semplici pause  in fase di nuoto, sono piuttosto catturanti se il minnow rimane immobile nell’acqua senza affondare ne venire a galla, facendo solitamente scattare il predatore proprio in quegli attimi.

Naturalmente l’affondabilità del minnow dipende se parliamo di acqua salata o dolce (l’acqua salata ha un peso specifico minore e alcuni affondanti potrebbero galleggiare), ma è piuttosto improponibile utilizzare gli stessi minnow per pescare in entrambe le acque, in quanto i minnow fabbricati per l’acqua dolce si corrodono moltissimo e in breve tempo se a contatto con l’acqua salmastra.

Inoltre tutti i tipi di minnow lavorano peggio se si utilizza un moschettone, in quanto i floating tendono a nuotare “di muso”, i sinking “scodinzolano” ancora meno e i suspending semplicemente non sono più sospending ma leggermente affondanti.

Alcuni dei moschettoni in commercio
Esempi di moschettoni in commercio

A parte questo l’uso del moschettone è sempre sconsigliato quando si utilizzano i minnow, a meno di utilizzare il cavetto d’acciaio in acque con presenza di lucci o di preferire di perdere un po’ di efficacia in cambio di una buona maneggevolezza e comodità. A volte può succedere che i pesci ci siano, ma che siano piuttosto apatici e se uno vuole pescare “per forza” con minnow o crank un moschettone è praticissimo, per la velocità nel cambiare esca senza tagliare il filo o rifare nodi.

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MINNOW E JERK (parte 2) – INFORMAZIONI GENERALI

Posted by Emanuele De Biasi Under corsi, esche artificiali on martedì giu 23, 2009

In principio esistevano 2 tipi di Rapala:

  1. Floating
  2. Sinking

I floating, come si capisce dal nome inglese, hanno un peso specifico inferiore a quello dell’acqua e perciò sono galleggianti, mentre i sinking hanno un peso maggiore e risultano affondanti.
Ad oggi invece esistono moltissimi tipi di minnow, che differiscono per grandezza, tipo di nuoto, affondamento, colore, etc..
Coi minnow è possibile insidiare praticamente tutti i predatori d’acqua dolce, ma per ogni predatore è possibile restringere l’enorme gruppo dei minnow in base a dimensioni e colore:

  • Trota fario: 3-7 cm, colori naturali.
    Io e una trota fario
    Trota fario catturata da me con un cucchiaino

  • Trota iridea: 3-9 cm, da preferire i colori naturali in acque libere e pulite; in acque torbide o in cava risultano particolarmente catturanti i minnow con sfumature rosse, gialle e arancioni.
    Riccardo e la sua Big Iridea
    Riccardo e la sua Big Iridea

  • Trota marmorata: 3-9 cm, in genere tutti i colori, anche se la trota di taglia in genere risulta particolarmente aggressiva verso il “testarossa”.
    La splendida marmorata
    La splendida marmorata

  • Salmerino: 3-7 cm, colori naturali.
    Il coloratissimo salmerino
    Il coloratissimo salmerino

  • Cavedano: 3-7 cm, colori naturali; in genere in acque chiuse come laghi ho notato una preferenza per i minnow lipless (ossia senza paletta), sia jerkati che recuperati più o meno lentamente molto vicini alla superficie (stile vecchio “filibustiere”). In acque aperte i classici minnow con paletta vanno tranquillamente. Il 7 cm solitamente fa già una buona selezione per quello che riguarda la misura del cavedano. Infine ritengo il cavedano una preda più intelligente e sospettosa della trota e un finale in fluorcarbon spesso può aiutare a superare la loro apaticità, anche se spesso nuotano in branco e se si lancia in mezzo la “botta” arriva quasi sempre.
    Il divertentissimo cavedano

  • Persico reale: 3-7 cm, tutti i colori, spesso morde anche i più sgargianti forse mosso più da territorialità e curiosità che dalla fame.
    Lo striato persico reale
    Lo striato persico reale

  • Luccio: 7-18 cm, colori naturali in acque libere e pulite, colori più vivi (anche di fantasia) in acque torbide o se si cerca il luccio di taglia. Particolarmente adescanti si sono rivelati i jointed (snodati) e i suspending.
    Graziano e il suo Big Luccio
    Graziano e il suo Big Luccio

  • ..ed infine.. Persico Trota o Black Bass: 5-13 cm, colori naturali in acque libere e pulite, colori più vivi (anche di fantasia) in acque torbide. Quest’esca è spesso snobbata a causa della fortissima influenza dei crank che ne hanno preso il posto, ma proprio per questo a volte si può rivelare l’esca vincente. Il floating 11 S prendeva una volta… e prende tuttora!
    L'impareggiabile e inimitabile boccalone
    L’impareggiabile e inimitabile boccalone

  • Luccioperca, Siluro d’Europa, Aspio, Cheppie, Spigole… purtroppo non ho consigli da dare essendo a digiuno di tali predatori… invece di polemizzare, contattateci, organizziamo e andiamo a pescarli, no? :-)
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MINNOW E JERK (parte 1) – INFORMAZIONI GENERALI

Posted by Emanuele De Biasi Under corsi, esche artificiali on domenica giu 21, 2009

Un minnow è un artificiale che imita il pesce foraggio  in difficoltà (in genere l’alborella, il triotto, il cavedano, il vairone,…) di cui i predatori (tra cui il nostro centrarchide) si cibano, per cui la forma è quella in genere un po’ allungata.

Alborella
La classica alborella, preda amata da ogni predatore!

I minnow possono essere in legno (balsa, samba, etc..) o in plastica.
La presenza della paletta fa si che il minnow “sbandi” e crei delle vibrazioni in acqua che possono venire captate dai predatori anche se non stanno guardando il nostro artificiale. Tali vibrazioni vengono captate dalla linea laterale del pesce e assomigliano a quelle create da un pesce in difficoltà, facendo del minnow un esca universale e molto versatile.

La misura di solito utilizzata è quella che va dai 3 cm ai 13 cm per le acque dolci fino ad arrivare a misure “generose” per lucci di taglia o per l’uso in mare (dimensioni anche superiori ai 20 cm).
Ne esistono di varie forme, colori e dimensioni per vari utilizzi.

I minnow più famosi sono indubbiamente i Rapala, nome preso dal creatore finlandese Lauri Rapala.

Lauri Rapala
Lauri Rapala durante la costruzione di uno dei suoi primi floating!

Questo non vuol dire che essi siano i minnow più catturanti e i più infallibili, anzi al giorno d’oggi esistono dei minnow che riproducono i pesci foraggio alla perfezione, sia nell’aspetto che nel nuoto. Ad esempio, delle grosse pecche che solo di recente sembrano aver smosso la ditta finlandese, sono le ancorette, che quasi tutti vi consiglieranno di cambiare; ciononostante il rapporto qualità/prezzo dei Rapala è di sicuro interesse.

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