A pesca con gli elefanti – I primi bass Zambesi, di Gian Paolo Moreschi (parte 2)

Posted by Emanuele De Biasi on venerdì ott 9, 2009 Under racconti


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Il giorno dopo alle 5:00 di mattina sono sveglio e dopo un’abbondante colazione si parte, destinazione Darwendale Dam , un bellissimo lago a poca distanza dalla capitale (circa 50 km).
Appena arrivati caliamo la barca in uno scivolo molto bello che però chiude alle 18:00, mentre lo scivolo libero non è agibile perchè negli ultimi 3 mesi non è piovuto e il livello dei laghi è calato di circa 2 metri rispetto al normale e secondo Paul i bass hanno anticipato di un mese la frega e quindi anzichè in pre-frega come avevamo programmato pescheremo in post-frega che notoriamente è uno periodi più difficili per fare belle catture!
Iniziamo a pescare ed io innesco un Senko color white da 5″ e Fabrizio uno Zara Spook della Excalibur e dopo qualche lancio aggancia un bass sul chilo e mezzo.
L’acqua è limpida e siamo in mezzo ad erbai molto belli; Paul ci fa notare che alcuni di questi sono composti da alghe che rilasciano ossigeno e altri no, ci dice di insistere sui primi e nel frattempo cattura anche lui un bel bass, io sto jerkando il senko a mezz’acqua quando vedo un bass che lo insegue e all’ultimo momento si gira, penso che mi abbia visto e che non era grosso (1,5 kg circa) e quindi non mi dispiace più di tanto, intanto Fabrizio sta pescando con un Fat Ika black/blue fleck e cattura alcuni pesci di media taglia, io sono ancora a secco e mi fermo a guardare Paul e Fabrizio come pescano e resto a bocca aperta… lanciano l’esca il più lontano possibile, la lasciano andare sul fondo e lasciano la bobina del mulinello sbloccata, il filo fa la pancia fin sotto la barca e dopo circa 15 secondi cominciano a recuperare alzando lentamente la canna in verticale per poi riabbassarla quasi subito, dopo 2 o 3 volte recuperano velocemente l’esca e la rilanciano…
Io non capisco e chiedo a Paul spiegazioni e lui mi dice che i Big Bass in Zimbabwe amano mangiare l’esca quando è ferma sul fondo o, raramente, in caduta.
Io riprendo a pescare poco convinto e nell’arco di mezzora perdo due pesci che a occhio potevano essere veramente grossi, mi hanno praticamente strappato la canna dalle mani e non sono riuscito a ferrarli!
Comincio ad incazzarmi e penso che sto effettivamente pescando nel modo sbagliato, Paul mi ripete continuamente “slowly, slowly” ma io che solitamente pesco lentamente non capisco che in Zimbabwe è veramente necessario rallentare ulteriormente.
Sono ancora a zero quando a circa 30 metri sulla destra vedo una cacciata e con l’unica canna da spinning che ho portato gli lancio sopra uno stik’o da 5” ½ color watermelon e subito dopo l’entrata in acqua vedo il filo tendersi e piazzo una ferrata decisa… c’è e sembra bello grosso, lo devo pompare non poco per tirarlo sotto la barca, non salta e punta sotto e dopo una bella lotta è a pelo d’acqua lo vedo e… ci resto malissimo, lo tiro di forza in barca e lo guardo da tutti gli angoli possibili, sarà circa sei etti e penso dov’è andato quello grosso che prima tirava come un matto!
Paul mi guarda, sorride e poi mi dice “Zimbabwe bass is very strong” ed io ancora stralunato gli faccio cenno di si con la testa perchè sono ammutolito, ancora non ci credo.
Poi ci spostiamo in una zona meno profonda ed io cambio esca e canna, quella da spinning non mi sembra adeguata a ’sti bass, prendo in mano la flipping stick con filo da 15 lb ed innesco un grub da 8″ della Yamamoto color green pumpkin, lascio l’esca immobile sul fondo ma purtroppo tengo il filo troppo teso e altri due bass tentano di portarsi via la canna per ricordo, non riesco a ferrarli e mi rendo conto che non è facile cambiare abitudini di pesca in poco tempo, anche se so che sto sbagliando non mi viene naturale lasciare il filo e il mulinello libero.
Dopo poco con il Fat Ika Fabrizio aggancia un pesce che sembra bello e si pianta in mezzo ad un erbaio, ci avviciniamo e quando siamo a circa 5 metri riparte deciso verso il largo e dopo due salti e un breve combattimento è in barca: bellissimo, è 3,8 kg!!!
Sono contentissimo per Fabrizio che sta veramente dandomi una lezione di pesca, lui c’era già venuto 2 anni fa in Zimbabwe e si vede!!!
Dopo le foto di rito, nelle vicinanze di un erbaio noto un buco nel centro e ci piccio l’esca, non appena tocca l’acqua vedo una sagoma scura che prende il grub e se lo porta via io allora (esasperato dalle poche catture) chiudo il mulinello e piazzo una botta tremenda, tre giri di manovella abbassando velocemente la canna e hop…..pesce in barca, finalmente un bel Bass di circa due kg mi guarda incredulo e più incredulo di lui Paul che mi urla “yeah, American style“, in effetti alzare di peso a quel modo un bass di 2 kg non è frequente ma la paura che scappasse anche questo mi ha fatto agire con una tale velocità che probabilmente (il bass) si starà ancora chiedendo cos’è successo.
Alla fine della giornata io ho catturato una decina di bass con il big di 2 kg, Paul una trentina con big 3,5 kg e Fabrizio quaranta pesci con il big di 3,8 kg!!
Il giorno dopo ritorniamo a Darwendale e purtroppo notiamo che il livello dell’acqua è calato ancora di altri 20 cm, Paul ci dice che in queste condizioni i pesci sono particolarmente apatici per mancanza d’ossigeno e in effetti la giornata  sarà molto difficile, poche catture e non molto grosse, dopo cinque ore sono ancora a secco e allora cambio tecnica prendo la canna da spinner e monto un Lazer eye da 1/2 oz color white single colorado e al primo lancio prendo un bass sui 7 etti, secondo lancio e secondo pesce praticamente uguale, terzo lancio e ’sto giro becco un bass sui 2 kg che si esibisce in una serie di salti spettacolari, comunque la giornata a parte quei 10 minuti di fuoco è durissima e per il giorno dopo decidiamo di cambiare lago.
Terzo giorno di pesca ad Arcadia Dam una piccola riserva con acqua limpidissima, con numerosi alberi in acqua, appena iniziato a pescare un bel bass stimato sui 2,5 kg segue l’esca fin sotto la barca ma si gira all’ultimo momento, iniziamo a catturare ma tutti bass di piccola taglia (3-4 etti), vicino agli alberi più grossi vediamo delle nuvole di piccoli bass appena nati, è la conferma che Paul aveva ragione, siamo in post-frega.

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