Durante tutta la giornata prendiamo una vagonata di piccoletti e qualche bass discreto, io faccio il big di giornata, appena 1,5 kg!!!
Mattina del quarto giorno, ci svegliamo presto perchè ci trasferiamo presso un mega-bungalow di proprietà di Paul a Mazvikadei, un lago bellissimo dove Fabrizio aveva già pescato la volta scorsa, in cui lui voleva pescare almeno un paio di giorni.
Arriviamo al bungalow che è veramente bellissimo, anche lì ci possono stare almeno quindici persone ci sono 3 bagni (come a casa di Paul) il custode-cuoco Shaine con moglie e tre figli, un immenso giardino che degrada fino in riva al lago (a circa 200 metri) al cui interno c’è una bella piscina dove al ritorno dalla pesca ci tuffavamo regolarmente.
Su consiglio di Paul però il giorno dopo andiamo a Shabara un lago di piccole dimensioni (come Arcadia) che secondo lui è in questo periodo il lago dove si possono prendere i bass più belli, appena arrivati sullo scivolo molto accidentato notiamo delle impronte di elefante e ci conferma che molto spesso all’alba o al tramonto qui vengono gli elefanti ad abbeverarsi e a mangiare l’erba fresca sulle rive del lago, l’acqua è leggermente torbida perchè i pachidermi oltre a divertirsi a sguazzarci dentro, fanno anche i loro bisognini in acqua, se si possono chiamare bisognini delle palle da bowling fatte di residui organici!!
Inizia la giornata e subito catturiamo dei bass di notevole stazza dai 2 ai 3,5 kg, mangiano in caduta o sul fondo e sono concentrati in mezzo agli alberi di cui il lago è pieno, però solo sotto gli alberi le cui cime sporgono appena sul pelo dell’acqua, sugli alberi più grandi e maestosi incredibilmente non c’è un pesce, ci sono degli enormi branchi di tilapie e breme che quando si muovono o scappano spaventate fanno delle onde incredibili.
E’ incredibile, qui i bass sono tutti grossi, non è immaginabile lo stupore di veder venir su un bass dopo l’altro e tutti over 2 kg, i piccoli a Shabara non si vedono ma Paul ci conferma che anche lì hanno già fregato, ce lo spiega facendoci notare la silouette dei bass che non sono grassi ma affusolati e con la pancia molle.
Peschiamo con esche dritte tipo senko della Culprit da 8″ con ami Gamakatsu Magnum hook dell’ 8/0, ogni tanto cambio esca e innesco dei grub da 10″ della Yamamoto e ne prendo 4 oltre i 3 kg, poi spacco 3 volte in mezzo agli alberi con pesci veramente belli e subito dopo aver rifatto il nodo speciale che ci ha consigliato Paul, spacco il filo del 40 che in teoria tiene 20 kg dopo 10 secondi di lotta, questo doveva essere molto grosso!!!
A fine giornata abbiamo fatto 55 pesci dai 2 ai 4 kg di cui uno solo sotto alla media perchè era 1,8 kg!!!
Il giorno dopo torniamo a Shabara e… sorpresa!! ci sono gli elefanti che si stanno abbeverando, unico difetto lo stanno facendo proprio dove noi dobbiamo calare la barca!!!
Aspettiamo un pò per vedere se si spostano e cinque di loro lo fanno ma uno resta lì a mangiare l’erbetta, allora mentre Paul guida il fuoristrada e Fabrizio gli da le indicazioni per calare in acqua la Thunderbird da 20′ in vetroresina, io tengo d’occhio il pachiderma che però è tranquillissimo e mi guarda dall’alto in basso con noncuranza, gli sono proprio vicino e nel frattempo arriva un guardiano della riserva e anche lui tiene sotto controllo il piccoletto (alto circa 4 metri per 6 tonnellate) e gli chiedo se lo posso accarezzare, dopo la conferma allungo la mano con un pò di titubanza e lo tocco… è incredibile ha una pelle morbidissima, sembra velluto, se non fosse che mi aspettavano i big bass avrei voluto chiedere al guardiano di salirci sopra, dev’essere una sensazione fantastica!
Ricominciamo a pescare da dove avevamo lasciato ieri, un big dietro l’altro, dopo circa 2 ore mentre Paul e Fabrizio stanno pescando sulla destra su piccoli alberi sommersi, vedo a circa 30 metri sulla sinistra un albero isolato con 3 rametti che spuntano dall’acqua, carico il lancio e c’arrivo proprio sopra tanto che il filo fa il giro di uno dei rami e resto impigliato, allora avviso Paul che ho preso un albero e sorridendo si dirige lentamente verso l’esca, quando siamo a circa 5 metri dall’albero Paul indicando alla sua destra urla “bass, two bass!!” anch’io li vedo e do un colpo secco all’esca impigliata che si stacca dall’albero e cade con un tonfo a circa 1 metro dai bass, il più grosso dei 2 parte a razzo a bocca spalancata si avventa sull’esca (io tengo la canna saldamente a due mani pronto a ferrare) e… la sbaglia, ca..volo, si allontana di 1 metro si gira e riparte più deciso che mai e la risbaglia… ma allora è orbo penso, come fa a sbagliare un’esca da 8′, si rigira, l’esca è ormai immobile sul fondo, lui si mette in perpendicolare e va giù lentamente e dopo qualche secondo che mi sembra un’eternità vedo il filo partire lateralmente, ci penso un attimo e ferro con cattiveria e stavolta c’è, è grosso veramente ma io tiro più di lui e dopo alcuni salti lo porto a bordo, è 4,2 kg… che pesce!!!
Poi ci penso e rivedendo al rallentatore nella mia testa tutta la scena ho finalmente capito quanto sia importante lasciare l’esca ferma sul fondo per catturare i big bass in Zimbabwe, ma in questi giorni quanti ne ho persi e a quanti ho levato l’esca di bocca??
Nel resto della giornata ho ulteriormente rallentato l’azione di pesca e anche se ogni tanto mi scappava di chiudere il mulinello, anche Paul mi confermava che stavo pescando bene fino alla cattura del mio attuale record, un bass di 73 cm per 4,6 kg di peso, Paul mi ha detto che un pesce così preso prima della frega può tranquillamente arrivare ai 6 kg, ma io sono contento così!!!
Super Iper Big Bass del Gian Paolo Moreschi
A fine giornata abbiamo preso una quarantina di pesci, 2 soli sotto i 2 kg, io una decina dai 2 ai 3,5 kg + un 4 kg, un 4,2 kg e il big 4,6 kg, però!!!