Specie autoctone e alloctone
Posted by Emanuele De Biasi on mercoledì set 9, 2009 Under pesciSpesso si parla di specie autoctone e specie alloctone… ma qual’è la differenza tra queste?
Ma naturalmente le specie originarie delle acque italiane sono dette AUTOCTONE, mentre le specie “immigrate” e importate qui in Italia, ma originarie da altri Paesi, sono considerate specie ALLOCTONE.
Al di là delle polemiche sull’argomento, che da tempo dividono il mondo dei pescatori tra favorevoli e contrari alle specie alloctone, è innegabile constatare che, con il tempo, questi “nuovi” pesci si sono ambientati e, in molti casi, integrati perfettamente nelle acque interne che hanno sì colonizzato, ma trovando nel contempo la stabilità in un nuovo equilibrio biologico.
Specie autoctone sono ad esempio, trota fario, trota marmorata, salmerino alpino, luccio, etc… mentre specie alloctone persico trota, siluro e altre ancora!

Esempio di specie autoctona
I pescatori sportivi si stanno affacciando sempre di più alla pesca al boccalone, pesce eccezionale dalla sportività incredibile. Questo fa si che sempre più gente chieda posti per andare a pescare il centrarchide e chieda, inoltre, una tutela per il loro pesce “clandestino”, che le autorità sembra vogliano sterminare in quanto tale.
C’è chi dice che è una specie non originaria e che rovini gli habitat naturali dei pesci autoctoni. Inoltre essendo un predatore, si ciba degli altri pesci che dovrebbero avere il diritto di vivere nei loro originari specchi d’acqua.
Io non la penso così, per quello che riguarda il boccalone, in quanto non è un pesce che diventa enorme e non ha un gran fabbisogno alimentare… inoltre in tutti i luoghi dove è stato immesso si è ben ambientato, ma senza infestare i corsi d’acqua, che hanno continuato a vivere in un equilibrio biologico leggermente diverso.
La penso abbastanza così quando si parla di Siluro d’Europa. Non dico che sia da sterminare per partito preso e basta, ma per me è sufficiente pensare a quanto abbia bisogno di mangiare un siluro da 20Kg (che dovrebbe essere una taglia media) e che può arrivare anche a diversi quintali!
Specie alloctona: il gigante siluro
Nelle acque interne italiane, dove i predatori più grossi sono il luccio, che può arrivare fino a 20Kg e in rarissimi casi a 30Kg e che è provato faccia una selezione naturale delle sue prede, prediligendo pesci in difficoltà, feriti o moribondi, e successivamente trote lacustri e marmorate, con pesi massimi di 10Kg, dei mostri da quintale come i siluri indubbiamente sballano gli equilibri degli specchi d’acqua che hanno infestato; tant’è vero che in molti laghetti, si organizzano delle battute di caccia al siluro, anche con elettrostorditore, per sterminare questo pesce infestante che spesso ha sterminato tutte le altre specie che erano presenti.
Cosa mi piacerebbe vedere? Una maggiore sensibilizzazione nella tutela del black bass, per lo meno in quelle acque dove è provato che ha raggiunto un equilibrio stabile, magari con delle immissioni regolari di avanotti di black bass, per sopperire a tutti quelli che, purtroppo, il branzino se lo portano ancora a casa.

ottobre 23rd, 2009 at 19:35
con riferimento al siluro parli per sentito dire. sono 5o anni che è presente in acque italiane ormai e certe mattanze sono crudeli.
continuare oggi a parlare del siluro come pesce infestante è anacrostitico, leggiti qualche autorevole studio di quegli enti e università che il siluro lo studiano sui propri fiumi.
ottobre 23rd, 2009 at 19:54
Ciao Diego,
le critiche sono le benvenute e io sono disposto a mettermi in discussione.
Però mi puoi passare qualche link a riguardo?
Io se penso ad un pesce da quintale su corsi d’acqua dove la taglia media, tra carpe, lucci, branzini e altri pesci, è sul kilo… mi pongo delle domande… quanto ha bisogno di mangiare una bestia del genere giornalmente o settimanalmente?
novembre 23rd, 2011 at 13:23
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