La filosofia del Catch & Release (2a parte)
Posted by Emanuele De Biasi on lunedì set 7, 2009 Under articoliA voi la seconda parte dell’articolo con altre attenzioni da avere per praticare con successo un buon “Ciapa e Mola“, ossia Catch & Release.

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Concludere velocemente l’azione:
eseguire un recupero rapido, se necessario anche forzando la preda, per evitare di stressare troppo il pesce e quindi di fargli consumare eccessive energie che potrebbe non recuperare.
Bagnarsi sempre le mani:
se non riusciamo a slamare il pesce direttamente in acqua, che è sempre la soluzione migliore, dovremo bagnarci con cura le mani prima di toccarlo, per non rischiare di togliergli il delicato muco protettivo dal corpo.
Slamare tempestivamente la preda:
dovremo rimuovere ami o ancorette il più rapidamente possibile, usando all’occorrenza delle pinze che ci permettano di esercitare una buona presa sull’amo e quindi di sottoporre il pesce al minor stress possibile. Facciamo anche attenzione a non ferirlo con la pinza.

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Ossigenare il pesce:
prima di rilasciare definitivamente la preda per restituirla al suo ambiente naturale, sarà utile ricordarsi di “ossigenarla”. Per farlo correttamente, dobbiamo trattenerla per la coda, facendo attenzione a non schiacciarla, e muoverla delicatamente avanti e indietro. In questo modo forziamo il passaggio dell’acqua tra le branchie e il pesce riesce a filtrare l’ossigeno, assimilandone la quantità necessaria per riguadagnare parte delle forze perdute nel combattimento e riprendere a nuotare liberamente.
