I Jigs (parte 3) – Utilizzo e considerazioni
Posted by Emanuele De Biasi on mercoledì lug 29, 2009 Under corsi, esche artificialiSostienici visitando uno dei siti partner!
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L’ATTREZZATURA, IL RECUPERO E L’UTILIZZO
Si utilizza in genere la tecnica di pesca a FLIPPING, PITCHING e più raramente a SKIPPING.
Per l’utilizzo di quest’esca si utilizza una canna da casting possibilmente rigida ad azione fast.
L’esca viene appoggiata in prossimità di un erbaio, canneto, un insieme intricato di rami (comunque in presenza di ostacoli cosiddetti cover che coprono un’area d’acqua) imitando il gambero che dalla superficie cade verso il fondo.
In genere in questa situazione il bass attacca il jig in caduta.
Si utilizza anche appoggiando il jig sulla sponda, trascinandolo poi verso riva imitando realisticamente il gambero che dalla riva va verso l’acqua più profonda.
Questa è una tecnica utilizzata anche a TEXAS RIG o WEIGHTLESS utilizzando proprio un gambero.
Altra tecnica (già sperimentata) è quella di farlo saltellare sul fondo e/o di trascinarlo, in questo caso grazie conformazione del jig e dell’esca questo movimento ricorda al nostro Black Bass un gambero in posizione di difesa con le chele rivolte verso l’alto.

Il gambero in posizione di difesa
Come per tutte le esche, la presentazione dell’esca in acqua dev’essere la più delicata possibile.
CONSIDERAZIONI PERSONALI
Durante battute avare di abboccate, diminuendo peso e dimensioni della nostra esca, è possibile ribaltare a nostro favore la situazione. Sarà logico usare colori naturali in acque chiare, mentre colori con forte contrasto ed eventualmente su modelli muniti di rattle in acque torbide.
E’ bene ricordare che il jig produce la massima resa al momento della presentazione e nella discesa verso il fondo; un avvicinamento incauto al nostro obiettivo, una presentazione maldestra annulleranno, nella quasi totalità dei casi, il potere adescante della nostra esca.

Ed infine, il boccalarga si lascia ingannare…
