Auguri di Buon Natale e Felice Anno Nuovo!

Posted by Emanuele De Biasi Under Auguri! on giovedì dic 24, 2009
Babba Natale pescatrice!! Che befana...


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Gli accessori – Pinze e Forbici

Posted by Emanuele De Biasi Under articoli on lunedì dic 21, 2009

Così come per un chirurgo il bisturi rappresenta lo strumento di lavoro principale, per il lanciatore pinze e forbici sono attrezzi essenziali per intervenire sul filo e sulle esche.

Le forbici da pesca.. strumento essenziale
Le forbici da pesca.. strumento essenziale


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In particolare, le forbici servono per tagliare il nylon e, soprattutto, fibre più robuste come il kevlar e i trecciati; per maggiore comodità ci conviene scegliere le versioni meno ingombranti, per poterle tenere sempre in tasca.

Meglio ben affilate per tagliare nylon, fluorcarbon e trecciati
Meglio ben affilate per tagliare nylon, fluorcarbon e trecciati

Le pinze servono a schiacciare i piombi e gli ami, curvare filamenti metallici, aprire anelli, dare una diversa inclinazione ai profili delle nostre esche artificiali e, non ultimo, slamare le prede catturate.

Le pinze da pesca.. essenziali quanto le forbici!
Le pinze da pesca.. essenziali quanto le forbici!

A beneficio di una lunga durata di questi accessori, sarà bene sceglierli in materiali resistenti come l’acciaio inox o simili.

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Gli anelli della canna da pesca

Posted by Emanuele De Biasi Under articoli on giovedì dic 17, 2009


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I passanti scorrifilo sono componenti importanti della canna perché costantemente a contatto con la lenza.
Le loro caratteristiche influenzano l’usura del filo, sottoposto a intensivo sfregamento dai continui lanci e recuperi caratteristici dello spinning.

Anello di una canna da casting
Anello di una canna da casting

Da questo punto di vista, è necessario agire su due fronti: tutelare l’integrità del nylon attraverso l’adozione di anelli in materiale durissimo e ben levigato, capace di disperdere tempestivamente anche l’accumulo di calore provocato dallo sfregamento; valutare la pietra con coi sono realizzati gli anelli, che dovrà essere perfettamente compatibile anche con i trecciati di consistente durezza e abrasività.
In definitiva, il miglior anello per la pesca a lancio è quello in Sic (carburo di silicio), adeguatamente levigato per formare una superficie perfettamente scorrevole e non intaccabile persino dai trecciati.

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L’impugnatura della canna da pesca

Posted by Emanuele De Biasi Under articoli on lunedì dic 14, 2009

L’impugnatura della canna da spinning, che comprende anche la placca porta-mulinello, è un elemento che spesso viene sottovalutato dai lanciatori.
E’ ormai assodato che il sughero rappresenta il materiale naturale più piacevole quanto a leggerezza, effetto al tatto, durata e, soprattutto, inalterabilità all’umidità.

L'impugnatura di una canna da casting
L’impugnatura di una canna da casting

L’aspetto più importante, però, si rifà alla lunghezza dell’impugnatura, in quanto nella fase del lancio e recupero possiamo riscontrare agevolazioni o difficoltà di movimento proprio in base all’appoggio sull’avambraccio.
Attrezzature particolarmente leggere e piuttosto esili, oltre che di lunghezza contenuta, si governano meglio con un’impugnatura corta perché sfrutteremo la scioltezza del polso, senza il rischio di sforzarlo eccessivamente.
Invece, adoperando canne potenti e comunque lunghe avremo la necessità di aiutarci facendo leva con l’avambraccio che, in questo caso, dovrà coprire l’intera lunghezza della sezione inferiore dell’impugnatura, se non di più.

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La pesca è uno sport pericoloso!!

Posted by Emanuele De Biasi Under racconti on mercoledì dic 9, 2009

Naturalmente il titolo del post è ironico… anche se… potrei aver qualcosa da ridire!

Infatti vi racconto questa:
Sabato mattina sono andato a pescare a Dueville, al laghetto Fipsas “Ai pilastroni”.. posto peraltro splendido a mio parere.. monto su una piccola swimbait arancio da 12 centimetri (volevo fare un po’ di selezione per tentare solo le trote big!) e comincio il giro assieme ad Andrea Costa, amico del club Old Black Verona.

Tempo 20 minuti che Andrea ha già castigato una trota con un Martin color giallo/nero (il classico ape)… e pochi lanci dopo arriva anche per me la mangiata…

Vi starete aspettando il racconto di chissà che mostro lungo metri e metri e dal peso di qualche quintale, impossibile da tirar su… orbene, invece si tratta di una trota discreta, di circa 1 kg, che è venuta a riva senza nemmeno troppi salti o atti strani…

Il bello (opinabile) viene poco dopo.. quando, superato un olmo, mi preparo per fare l’ennesimo lancio..

Purtroppo per terra c’era bagnato e, senza rendermi conto, eccomi scivolato giù per terra come un sacco di patate!!! Dolore lancinante, cerco di tirarmi su, ma non riesco ad appoggiare il piede destro per terra… a nulla è servita la scarpa con “il collo alto”… la caviglia era andata…

Tendini, legamenti, ossa rotte… chissà… il pronto soccorso mi fascia e mi rimanda a lunedì per i raggi!
E a lunedì il responso….. frattura speroidale del terzo distale del perone con buon allineamento dei monconi… una bella rogna!

La pesca è uno sport pericoloso!
La pesca è uno sport pericoloso! Io, caviglia e gesso…

Prognosi 30 giorni! E lunedì 14 raggi e visita di controllo per verificare che le ossa rotte rimangano allineate dentro questo mio bel gesso giallo evidenziatore fluorescente!

Che dire? Mio padre si era scassato una spalla cadendo finchè pescava… a Riccardo gli era successa anche peggiore, in belly… io eccomi col piede “faloppo”…
Eh si.. altro che free climbing, paracadutismo o bungee jumping.. l’ultimo degli sport estremi è la PESCA!

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La Tecnica del DROP SHOT

Posted by spinning4ever Under corsi, video on giovedì dic 3, 2009

Altra secondo me grande tecnica su cui sto studiando questo periodo e sempre girovagando tra internet e nei forum della nostra mitica disciplina sportiva mi sono imbattuto i questi altri splendidi video….
Ed ho pensato di postarli anche questi sul nostro blog per dare la possibilità anche ad altri di vedere questi video….

Sono sempre in spagnolo, ma si capiscono abbastanza senza troppa fatica

A voi i video…

Il Piombo

Gli Ami

Le Esche

Canna e Mulinello

Il Filo

La Montatura

Drop Shot in Azione – Parte 1

Drop Shot in Azione – Parte 2

Drop Shot in Azione – Parte 2B

Drop Shot in Azione – Parte 3

Ciao a tutti alla prossima

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La Tecnica dello SPLIT SHOT

Posted by spinning4ever Under corsi, video on lunedì nov 30, 2009

In questo periodo mi sto documentando su questa (per me, ma penso anche per altri) splendida tecnica e girovagando tra internet e nei forum della nostra mitica disciplina sportiva mi sono imbattuto i questi splendidi video….
Ed ho pensato di postarli anche sul nostro blog per dare la possibilità anche ad altri di vedere questi video….

Non sono in italiano, ma in spagnolo, ma con un po di attenzione si riesce a comprendere il senso della discussione..

La tecnica

Gli Ami

Il Piombo

Il Filo

Canna e mulinello

La Montatura con Amo Diritto (Off Set)

La Montatura con Amo Curvo (Wide Gap)

L’Azione di Pesca dello Split Shot

Facciamo Pratica – Parte 1

Facciamo Pratica – Parte 1

Sperando di aver fatto cosa gradita… Ciao a tutti e alla prossima

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Vista e Udito: i sensi primari dei predatori!

Posted by Emanuele De Biasi Under articoli on venerdì nov 27, 2009

Ma come vedono i pesci? Come riescono a captare le loro prede in acqua, magari al buio o in acqua sporca o velata?
Beh, che dire… il predatore ha sviluppato i seguenti sensi

I sensi super sviluppati dei pesci
I sensi super sviluppati dei pesci

Vista Frontale:
si sviluppa come un cono rovesciato. Il pesce vede perfettamente di fronte a sé e gran parte di tutto quello che accade nelle zone immediatamente laterali.

Vista Superiore:
il raggio d’azione superiore dell’apparato visivo è sempre leggermente conico e le angolazioni cambiano a seconda degli spostamenti delle orbite oculari.

Apparato Uditivo Interno:
consiste in un orecchio osseo, simile a quello dell’uomo, con il quale il pesce è in grado di captare i suoni ad alta frequenza, come i tintinnii.

Linea Laterale:
sotto l’evidente “tratteggiatura”, presente in entrambi i fianchi dei pesci, sono celate cellule e terminazioni nervose che catpano le onde di pressione provocate dallo spostamento dell’acqua, per esempio un pesciolino che nuota. Percependo i suoni a bassa frequenza, il predatore può così individuare il bersaglio.

La linea laterale del black bass
La linea laterale del black bass
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Test – Morso del Pirana!

Posted by Emanuele De Biasi Under video on mercoledì nov 25, 2009

Anche oggi vorrei mettervi a conoscenza di un video brevissimo, ma di indubbio interesse…
Riguardante i pirana (o piranha).

Quando può essere potente il morso di un pesce così piccolo?

Velocissimo… e letale!!!

Quoto direttamente da Wikipedia:

“La pericolosità del piranha sta nel numero; un banco medio-grande di alcune centinaia di individui può spolpare in pochi minuti una pecora o un cavallo, e mentre succede l’acqua tutt’attorno sembra letteralmente ribollire.”

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Pesca tranquilla… o quasi…

Posted by Emanuele De Biasi Under video on lunedì nov 23, 2009

A voi un bel video di pesca… nessuna cattura… ma situazione incredibile :)


Pesca tranquilla… o quasi…

Quando l’ho visto per la prima volta mi ha spaccato dal ridere… grazie a Franco per la segnalazione del video…

Ciao ciao

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Come Costruire Un Porta Canne Da Muro? (parte 2 di 2)

Posted by spinning4ever Under autocostruzione on venerdì nov 20, 2009

Ma proseguiamo con la costruzione vera e propria del portacanne.

Di seguito tutte le fasi necessarie per la realizzazione:

  • Segnare i punti dove andrete a forate le assi (guardate lo schema sottostante per capire l’ingombro dei fori) sulle prime due assi nell’elenco quelle da 20×200 cm
Figura 1 - Segnare e fare i fori sulle assi laterali
Figura 1 – Segnare e fare i fori sulle assi laterali
  • Procedere come nello schema a forare nei punti prestabiliti (Figura 1)
  • Tagliare le parti evidenziate in rosso nello schema
  • Passare con il pantografo gli angoli delle assi per stondare gli spigoli delle assi
  • Unire con delle viti e abbondante colla la prima asse forata ad una asse da 5×200 cm come in figura 2
Figura 2 - Come unire le assi di sostegno all'asse principale
Figura 2 – Come unire le assi di sostegno all’asse principale
  • Procedere allo stesso modo anche con i restanti pezzi
  • Fissare al muro le L costruite con dei tappi a pressione come in figura 3
Figura 3 - Rappresentazione del portacanne finito
Figura 3 – Rappresentazione del portacanne finito
  • Passare 2 o più mani di vernice
  • Per finire e non danneggiare le nostre ben amate canne fissiamo la fettucina di gomma piuma adesiva nei vari alloggiamenti

Ed ecco a voi, vi ripropongo la mia realizzazone… spero vi piaccia e che possiate trovare l’articolo utile!

Il porta canne da pesca da muro
Il porta canne da pesca da muro

Ciao e alla prossima dal vostro Spinning4Ever!

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Come Costruire Un Porta Canne Da Muro? (parte 1 di 2)

Posted by spinning4ever Under autocostruzione on mercoledì nov 18, 2009

Come riponete le vostre canne ritornati da una bella (e si spera fruttuosa) giornata di pesca??

Ancora 2 anni fa nella pausa invernale (Natalizia) mi son improvvisato progettista e ho progettato il mio porta canne da muro……

Il mio è alto 2 metri da terra con gli alloggi per 10 canne che vengono posizionate orizzontalmente.

Il porta canne da pesca da muro
Il porta canne da pesca da muro

Ma ecco a voi i materiali e gli utensili per realizzarlo!

Materiali

  1. 2 assi di legno (io ho scelto l’abete perché facilmente reperibile nei negozi di fai da te) 20×200 cm spessore 18mm
  2. 2 stecche da 5×200 cm sempre da 18mm (anche meno se volete)
  3. Viti
  4. Carta abrasiva
  5. Tappi a pressione
  6. Fettuccina di gomma piuma adesiva

Utensili:

  1. Sega circolare per tagliare a misura i pezzi (chi non ha la fortuna di possederla si può far tagliare i pezzi a misura in uno dei tanti negozi fai da te che offrono questo servizio oppure andare da un artigiano della zona)
  2. Trapano a colonna oppure uno normale va benissimo lo stesso
  3. Fresa per trapano da 35 mm
  4. Pantografo con fresa per stondare gli angoli (se ne può fare anche a meno)
  5. Avvitatore o semplice cacciavite
  6. Vernice (per chi vuole fare un lavoro a regola d’arte)

P.S.: Le misure dell’altezza potete variarle a piacere, anche in considerazione di quante canne volete riporci.

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Acciaio, kevlar e fluorcarbon

Posted by Emanuele De Biasi Under articoli on lunedì nov 16, 2009

Lo spinning a determinate specie impone l’adozione di finali molto robusti, capaci di sopportare le possenti e affilate dentature del luccio, lucioperca e, in alcuni casi, anche siluro.
Con questi pesci, il nylon e gli stessi trecciati perdono la loro efficacia, poichè la potenza del morso e i denti di questi predatori battono nettamente catture più convenzionali come trote, bass, persici e così via.

Acciaio per finali e terminali
Acciaio per finali e terminali

Per il finale, ci serve il cavetto in acciaio, lungo almeno 20 centimetri.
Altrettanto validi ma un po’ meno efficaci anche i finali in filo di Kevlar, che possiamo reperire già tagliato allo stesso modo del filamento d’acciaio, o in bobine dalle quali ricavare gli spezzoni.
Il rivestimento superficiale termosaldante di questi prodotti ci permette di formare il finale con girelle e moschettone usando un accendino.

Kevlar per finali e terminali
Kevlar per finali e terminali

Di ultima generazione, invece, i finali in fluorcarbon. Il fluorcarbon ha la caratteristica di essere praticamente invisibile in acqua, perchè ha lo stesso indice di rifrazione dell’acqua, ha carichi di rottura piuttosto elevati ed un eccellente resistenza all’abrasione e al taglio.
In molti dicono che i terminali in acciaio verranno presto tutti sostituiti da terminali in fluorcarbon.

L'evoluzione: fluorcarbon per finali e terminali
L’evoluzione: fluorcarbon per finali e terminali

E già tanti pescatori stanno provando il fluorcarbon direttamente in bobina sui mulinelli, nonostante non sia consigliato a causa della sua assenza di memoria e eccessiva rigidità, che fanno ingarbugliare e parruccare sui mulinelli da casting e addirittura su quelli da spinning, se non si sta particolarmente attenti.

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Nylon e trecciato

Posted by Emanuele De Biasi Under articoli on venerdì nov 13, 2009

Un buon filo per lo spinning deve rispettare caratteristiche di buona morbidezza e flessibilità, carico di rottura e assenza di “memoria” di forma.
La scelta del diametro è legata al luogo di pesca e alla taglia delle prede, e in seconda battuta al peso dell’esca.

Filo di nylon
Nylon

Se peschiamo in ambienti pieni di ostacoli, come canneti, ninfee e tronchi, ci servirà un filo ad alto carico di rottura e, di conseguenza, anche di diametro elevato.
Al contrario, la pesca in torrente richiede diametri più sottili, anche per non farci notare dal pesce.
Morando a grossi predatori come lucci e siluri, invece, siamo obbligati a utilizzare fili molto robusti per contrastare la loro energica difesa.
I parametri per valutare il nylon sono due: diametro e carico di rottura.
La qualità del prodotto è evidente se ad un alto carico di rottura corrisponde un basso diametro.

Treccia (o trecciato)
Treccia (o trecciato)

Questo rapporto diventa molto favorevole con i trecciati ma, nonostante il loro elevato carico di rottura e l’ottima resistenza all’abrasione, questi materiali hanno evidenti limitazioni come la totale assenza di elasticità e l’incredibile durezza della superficie, deleteria per gli anelli scorrifilo della canna.

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Monopezzo, a innesti oppure telescopica? (parte 2 di 2)

Posted by Emanuele De Biasi Under articoli on mercoledì nov 11, 2009

Innesto a spigot o baionetta:
le sezioni della canna si trovano alla pari grazie a una spina nella sezione del calcio che va infilata alla base della vetta.
La zona d’innesto, però, s’irrigidisce un po’ conferendo al fusto una curvatura non del tutto perfetta.

Canna a due pezzi
Canna a due pezzi

Innesto a cappuccio:
è il sistema più diffuso e funzionale, con il calcio infilato nell’alloggiamento alla base della vetta.
L’azione della canna risente poco della sovrapposizione dei due segmenti, con una buona continuità della curvatura.

Innesto inverso:
è il contrario dell’innesto a cappuccio, con la sezione della vetta infilata nella cavità del calcio.
E’ un sistema ormai superato, oggi utilizzato più che altro su attrezzi di basso valore commerciale.

Una comoda soluzione per chi viaggia.
Vengono sviluppate da alcune case costruttrici delle valide soluzioni che hanno come scopo il contenimento dell’ingombro delle canne per un agevole trasporto su lunghe percorrenze.

Canna di tipo travel
Canna di tipo travel

Si tratta di modelli chiamati travel, attrezzi composti da un certo numero di sezioni con innesti multipli che, montati, formano l’intera lunghezza della canna.
La tecnologia applicata è fortemente innovativa, tanto da conferire al fusto un’azione assolutamente paragonabile a quella delle tradizionali versioni a due segmenti.

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Monopezzo, a innesti oppure telescopica? (parte 1 di 2)

Posted by Emanuele De Biasi Under articoli on lunedì nov 9, 2009

Ogni struttura comporta vantaggi e svantaggi…

Canne da pesca e da spinning
Canne da pesca e da spinning

Le canne da spinning, per tipologia, possono presentare strutture differenti in cui il numero delle sezioni che compongono il fusto è variabile.
Gli attrezzi monopezzo, sulla scia dell’esperienza dei lanciatori statunitensi e giapponesi, presentano la continuità d’azione ideale con una curva perfetta e assenza di eventuali imprecisioni.
Di contro, però, dobbiamo fare i conti con l’ingombro: soprattutto quando l’attrezzo supera i due metri di lunghezza, inizia a presentare qualche problematica nel trasporto e solamente da questo punto di vista possiamo riscontrare delle difficoltà.
Il problema è superabile con i modelli a due sezioni, quelli più tradizionali per la pesca a spinning, che a loro volta possono presentare 3 tipi di innesto: troviamo quello a cappuccio, il migliore, l’innesto a spigot o baionetta con una spina che pone i segmenti in continuità, e infine quello inverso che però riguarda un passato concetto costruttivo che ormai non viene quasi più utilizzato.

Canna a due pezzi
Canna a due pezzi

Per concludere, le più semplici ed economiche canne da lancio, sono ancora realizzate con segmenti telescopici: hanno diametri più evidenti e azione un po’ “forzata” ma offrono ingombri particolarmente ridotti.

In certe situazioni, per esempio la scelta di una canna da stivare in valigia, nello zaino o sotto la sella della moto, la telescopica torna ad essere la soluzione più valida.

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